A
poco meno di un mese dall’esordio del nuovo circuito dedicato alle bici
Gravel, si aprono ufficialmente le iscrizioni per la prima prova, con
partenza e arrivo nel paese natale di Fausto Coppi.
Il 13 e 14
Maggio, infatti, spetterà a questo luogo sacro per gli appassionati di
ciclismo, ovvero il paese natale di Fausto Coppi, il compito di
accendere i riflettori sul nuovo circuito Gravel ideato da Franco
Monchiero, circuito che si compone anche delle prove di Alba (11 giugno)
e Bagno Vignoni (5 Novembre). La formula di gara si ispira alle
competizioni enduro, quindi avrà prove speciali cronometrate e
trasferimenti ad andatura libera vincolati solo dal controllo orario.
La prima delle tre tappe in calendario è, quindi, quella di Castellania,
in provincia di Alessandria, organizzata in collaborazione con il
Comitato per la Valorizzazione degli Itinerari Cicloturistici dei Colli
di Coppi. Un omaggio doveroso e fortemente voluto al Campionissimo,
ovvero un appuntamento agonistico moderno e di grande attualità, vista
la tipologia di gara, ambientato in una terra ricca di storia e di
suggestioni che rimandano al grande Ciclismo del passato.
Si correrà sulle strade e sulle sterrate su cui si allenava l’Airone, le
stesse, o quasi, perché rispetto a quell’epoca ci sono molti meno sassi
e un po’ più di asfalto. Si affronteranno, quindi, le salite che lo
hanno forgiato nel carattere e nel fisico da predestinato. Quelle
percorse dal giovanissimo Fausto in bici, ancor prima che per allenarsi
alle grandi imprese sportive, per recarsi al lavoro di garzone.
Si attraverseranno, così, i luoghi della sua infanzia e della sua
adolescenza, laddove prima sognava e poi costruiva le sue vittorie
insieme al fratello. Sì, perché sulle dolci colline tortonesi vivevano e
si allenavano il fratello Serse ma anche altri ciclisti di varie
epoche, tra cui Giovanni Cuniolo, la prima maglia tricolore della storia
del campionato italiano, e Luigi Malabrocca, maglia nera al giro
d’Italia per ben due volte consecutive. E ancora i mitici gregari di
Fausto, Andrea “Sandrino” Carrea ed Ettore Milano. E sarà l’occasione
per scoprire non solo una terra legata alla storia del grande Ciclismo,
ma anche le tradizioni e il buon cibo di un territorio tutto da
conoscere ed esplorare.

Il Percorso
I Colli Tortonesi, già teatro anche
della Mitica, ciclostorica con bici d’epoca, ideata ed organizzata dallo
stesso Comitato Colli di Coppi, si presentano come un paesaggio
complesso e variegato, dove piccole strade di campagna, pievi, filari di
vite, campi arati soleggiati e verdi boschi sono l’emblema di un mondo
che ancora sopravvive con ritmi e tempi ben lontani dalla frenesia delle
moderne città.
La location, fra le altre cose, si presta molto bene per le gravel bike,
e le colline circostanti Castellania, farcite qua e là di strade
bianche, daranno del filo da torcere ai partecipanti.
La formula di gara rispecchia in tutto e per tutto quella già vista
l’anno scorso, in occasione della Gravel Road Challenge di Punta Ala,
ovvero la classifica verrà stilata in base ai tempi delle Prove
Speciali, in vero stile enduro, solo che in questo caso il percorso di
gara prevederà sterrati e/o tratti asfaltati e trasferimenti (cioè la
distanza fra la fine di una Ps e l’inizio della successiva) molto più
lunghi.
Nello specifico, il percorso della prima tappa, con partenza e arrivo a
Castellania, ha un chilometraggio complessivo di circa 80 Km, di cui 8
su strada sterrata, per un dislivello di circa 1.840 metri. Numeri,
quindi, che parlano di una manifestazione non estrema, adatta, se non
proprio a tutti, a moltissimi ciclisti, per quanto tecnicamente non
certo banale ma piuttosto divertente.
La gara si articola in tre prove speciali cronometrate e altrettanti
trasferimenti, su e giù per le colline, dentro e fuori i borghi di
Sant’Alosio, San Vito Garbagna, Montebore, Dernice, San Sebastiano
Curone, Brignano, Volpedo, Monleale Alto, Ca’ da Borgo, Montemarzino,
Scrimignano, Mereta, Tassare, Cerreto Grue, Fonti di Villaromagnano,
Villaromagnano, Montale Celli, Costa Vescovato.
Si inizia subito con la Prova Speciale Castellania-Garbagna, che ha una
lunghezza di 7,8 km, di cui 3,6 su strada bianca, e si caratterizza per
una prima parte nervosa e un po’ tecnica con una salita, e la seconda
parte, da San Vito a Garbagna, con una discesa veloce su asfalto.
La seconda prova speciale, Brignano-Volpedo, misura 10,2 km e si
caratterizza per una prima parte in falsopiano in leggera discesa che fa
da antipasto per una salita di 1,4 km con “strappetto” finale. Lasciata
la strada asfaltata, si percorre un tratto di strada bianca prima del
finale in discesa verso il controllo orario e il ristoro nei pressi
dell’azienda agricola La Zerba di Volpedo. Nella terza ed ultima
speciale si affronta La Rampina, sterrata lunga 3,1 km, di cui i primi
900 metri sono in salita, resa impegnativa anche dalla ghiaia, seguita
da uno spettacolare e panoramico falsopiano. Al termine della strada
bianca, ancora asfalto per 4,2 km con tratti in salita, alcuni
brevissimi ma impegnativi, sino al traguardo di Castellania.

Il Territorio
Cronometro e Prove Speciali a parte,
l’intero percorso è un bellissimo viaggio lungo i colli tortonesi sulle
strade dove si allenavano i fratelli Coppi.
Castellania è nella parte alta della Valle Ossona, solcata dall’omonimo
torrente, tra le colline ricoperte di vigneti quali il Barbera e il
Timorasso, nella parte bassa, e di boschi a quercia e castagno, in alte
valle.
Siamo all’interno della Comunità Montana “Valli Curone, Grue e Ossona”, terra di antiche tradizioni agricole e vitivinicole.
Nelle distese di vigneti e campi coltivati si legge la fecondità di una
terra generosa che non manca di rinnovare con l’uomo un’antica alleanza
da cui si ricavano i migliori frutti: vini d’eccellenza e prodotti di
qualità.
Chi visita i Colli tortonesi scopre ben presto un territorio tutto da
“assaggiare”. Dai salumi di ottimo impasto come il Salame Nobile del
Giarolo, al celebre Montebore, antico formaggio di produzione locale,
divenuto oggi presidio Slow Food. Nei Baci di Dama si tocca l’eccellenza
della produzione locale. Tra le molte altre tipicità di questo
territorio vi sono diverse specie di frutti: le pesche, particolarmente
pregiate quelle di Volpedo, le mele, le fragole, le ciliegie. Un
discorso a parte merita la profumatissima “Fragola di Tortona”, il cui
passato glorioso sopravvive ancora oggi grazie alla coltivazione di
pochi ma affezionati produttori. La bassa Valle Scrivia assicura alcuni
prodotti d’eccellenza come patate, cipolle, sedano, aglio e melone. Un
particolare cenno al mais ottofile, tradizionale tipo di mais autoctono,
un tempo utilizzato per la produzione della polenta, oggi restituito
alla coltivazione locale.
Ma il prodotto d’eccellenza del territorio rimane il vino. Il rosso
Barbera, il prezioso Dolcetto, l’antico Timorasso ed il bianco Cortese
con la Bonarda, il Moscato, la Croatina e la Favorita sono apprezzati
dagli intenditori sia in Italia sia all’estero.
E poi ci sono le visite a cui, proprio,
non si può rinunciare. La prima, ovviamente, è la casa natale Coppi,
adibita a museo, e poi anche il mausoleo stesso dei fratelli Coppi. Due
tappe fondamentali, interessanti e anche molto emozionanti, non solo per
gli amanti del ciclismo.
La seconda è il borgo di Volpedo, che tra l’altro si attraverserà anche
con la gara. Qui nacque Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907), uno
dei pittori italiani più importanti del suo tempo, noto al grande
pubblico soprattutto per essere autore della celebre tela “Il Quarto
Stato”.
È anche grazie all’opera di valorizzazione della produzione pittorica
del Pellizza che nel 2006 Volpedo è stato inserito nel club de “Borghi
più belli d’Italia”: i luoghi del pittore rivivono attraverso le
riproduzioni in grande formato di dieci opere disseminate nel borgo e
collocate in punti selezionati, a diretto confronto con gli scorci di
paesaggio che le hanno ispirate. Un vero e proprio museo all’aria
aperta, in un paese di campagna, di chiara vocazione agricola, per
visitare il quale vale assolutamente la pena di posare momentaneamente
la bici.
Del resto, anche la conoscenza del territorio e delle sue bellezze, al
pari delle salite, delle discese e delle Prove Speciale da affrontare a
tutta, fa parte della filosofia del Gravel Road Series