giovedì 16 gennaio 2014

LA STAMPA Sport - Castellania dedica un sabato a Coppi e alla Parigi-Roubaix. Aspettando la Mitica.


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ALESSANDRIA SPORT 11/01/2014
Castellania dedica un sabato a Coppi e alla Parigi-Roubaix. Aspettando la Mitica.
ANDREA LUPO

Aspettando «La Mitica» che si disputerà con l’arrivo della bella stagione, Castellania ritorna sulle imprese del «Grande Airone» con uno sguardo a quella Parigi-Roubaix, denominata non a caso «Inferno del Nord» e ormai intramontabile classico irto di difficoltà.

Il borgo del paese prenderà corpo, oggi a partire dalle 17, con il secondo appuntamento di valorizzazione del territorio, organizzato con le aziende agricole locali per far conoscere le eccellenze delle colline e gustare insieme alle parole, sapori e profumi immutati nel tempo.
Aspettando l'aperitivo dell'azienda Daglio, Giuseppe Ottonelli e Marco Porta presenteranno il libro «Paris-Roubaix. Il nostro viaggio nell'Inferno del Nord», un racconto appassionante di due amici che decidono di intraprendere un «tour on the road» sul pavé del mitico percorso, realizzando un sogno proibito e ripercorrendo quelle che sono ogni anno (e nell’epoca del ciclismo pionieristico molto di più) le insidie della principale classica del Nord. «La bicicletta è già un amico, la bicicletta è bella.. una frase banale, forse, ma se ci si pensa, la si elabora, ti sorprende sempre! Quasi quasi vado a fare un giro» cita la prefazione, un antipasto dal chiaro sapore d'avventura in cui i corridori, tutti nessun escluso (e sono oltre 200) decideranno di mettere in pratiche l'unica tattica possibile, ovvero mai retrocedere oltre la decima posizione sennò saranno dolori, si rischieranno forature, si potrebbe restare attardati e altro ancora. Insomma, battaglia dal primo all’ultimo metro senza tatticismi.

Ma se l'antipasto ha il sapore parisienne, il secondo riporta la mente a Tortona. Alberto Rosa, cresciuto a pane e ciclismo, a quattro anni disse «Mamma, il babbo già in cortile sta parlando di un signore molto importante che è morto improvvisamente questa mattina, si chiama Fausto Coppi» una passione legata anche alla bici Legnano che gli regalò suo nonno. Da qui nasce «Il mio Coppi», un esercizio narrativo in cui si cala nei panni del Campionissimo, andando a scavare fra parenti, amici, gregari e simpatizzanti che lo conobbero.

Gino Bailo, leggendo il testo, disse: «Non so come tu abbia fatto, ma Fausto era così». Da questo libro, rimasto inedito per due anni, era stato tratto il testo dello spettacolo teatrale «Il mio Coppi, pedala pedala» che ha esordito a Roma nell'ottobre 2011, regia di Maurizio Panici. L'autore inoltre ha deciso di far dono del proprio libro all'Associazione Fausto e Serse Coppi, che beneficerà dei proventi della vendita delle copie.

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